A PIATTI LAVATI - Lettera di "Gigi" Casarotto

A PIATTI LAVATI
Questo modo di dire si usa quando qualcuno si presenta o appare in un momento in cui ormai tutto volge alla fine o comunque, le cose sono già in abbondante stato avanzato. E così, visto che molte volte allo stadio sono comparso quando, o le gare erano abbondantemente iniziate o volgevano alla fine, o le varie attività erano già avviate e in esecuzione, coerentemente, visto che la stagione è abbondantemente finita (anzi è già iniziata la nuova) e anche il mandato Consigliare è arrivato al capolinea, voglio mandare a tutti il mio ringraziamento: per aver sopportato la mia figura, spesso inutile nell’ultimo biennio, per aver dato modo alla nostra società di organizzare quante più attività possibili per promuovere e far conoscere la nostra disciplina, ma soprattutto per aver permesso agli atleti di tutte le categorie di svolgere con profitto i vari campionati e tornei, ai quali si è potuto partecipare e come è successo, anche vincere(che non guasta).
Accomuno tutti, giocatori tecnici genitori dirigenti di squadra e appartenenti al Consiglio direttivo, ma un pensiero particolare, vorrei lo sentissero arrivare tutte quelle persone che hanno dato il loro apporto senza far rumore, enfatizzazione o pubblicità dell’operato che però sono risultate strategiche e hanno portato le soluzione adatte al problema che si erano proposte di risolvere.
Tutto quello che è stato cantierato e portato a compimento sembra essere ora alla spalle, ma vorrei riusciste a comprendere che, per svariati motivi, non tutte le “bocce sono ancora ferme”, e magari per qualche aspetto burocratico, si devono ancora chiudere dei fascicoli, e in riferimento a ciò vorrei valorizzare e ringraziare caldamente il Presidente (uscente ormai ahimè) Emiliano Busacchi, perché in questo biennio ha sostenuto la funzione, di maggiore RESPONSABILITA’, della quale ( per accettare di farlo) è forse meglio non conoscerne interamente il peso. Il necessario, rinnovamento riguardo alla guida tecnica della prima squadra e del U12 nascono dalla sua intraprendenza.
Il vissuto da dimostrazione di quanto la società sia una famiglia, dove si condividono momenti di gioia e di tristezza legati alla vita delle persone, ma e anche, e in certi momenti soprattutto, un sodalizio sportivo dove l’attività ha la sua espressione, agonistica, educativa e fortificante. Da questo concetto prendo lo spunto per auspicare che un Tecnico abbia l’impegno e l’ambizione di elevare il più possibile le potenzialità degli atleti fino al massimo ottenibile, ma anche la famiglia deve correre su quei binari.

A volte si parla male degli altri sport e specialmente del calcio, che perdonatemi ma è comunque il mio primo amore, ma la differenza, spesso, è che i genitori sperano che i ragazzini diventino calciatori, mentre da noi sperano che finisca presto il campionato o il ragazzino si stanchi perché il sabato e/o la domenica si va al mare e/o in montagna. LASCIATELI PROVARE A DIVENTARE QUELLO CHE VORRANNO O POTRANNO DIVENTARE, ANCHE MAGARI UNA GIOCATRICE/GIOCATORE DI SOFTBALL O BASEBALL, CHE NON E’ UNA VERGOGNA!
Prima dei saluti, voglio formulare l’auspicio che un giorno nel baseball prestino o possano prestare la propria opera tutti quelli che al baseball possono dare qualcosa. Attualmente c’è ancora troppo personalismo che impedisce di collaborare fattivamente. Evidentemente questo rallenta molto la crescita della disciplina.
Rinnovo il mio personale ringraziamento a tutti.

Nella stagione, che per me rappresentava (irriguardosamente) “il canto del cigno”, ha visto la Palladio onorare egregiamente il titolo di Vicenza CITTA’ EUROPEA DELLO SPORT, ospitando il Torneo delle Regioni.

Abbiamo avuto l’onore di ospitare alcune gare degli Amici del Padova, godendo della massimo livello del baseball Italiano. Tutte situazioni, che nonostante un meteo molto combattivo, ci hanno visti essere all’altezza della situazione.

 

Per cui, anche se a piatti lavati, GRAZIE ancora e forza per le prossime avventure.

 

 

 

 

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